Ultimo aggiornamento: lunedì 11 novembre 2019

FAQ



Area tecnica: quesiti principali calcolo Nazionale/regionale

DOMANDE
1) Qual'è la differenza tra i programmi STIMA10 e TFM ? 

2) Quali metodi di calcolo applica il programma STIMA10 (TFM) ?

3) Ho difficoltà a verificate l'indice di prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell'involucro estivo (Ec) , su quali dati devo agire ?

4) Cosa significa la sigla NR nella tabella di verifica delle trasmittanze termiche delle strutture edilizie ?

5) Perchè la maggiorazione del 30% sulle trasmittanze non è più applicata ?

6) Quale valore di ricambio devo impostare per il rinnovo d'aria nel calcolo energetico ?

7)  Se l'impianto termico di climatizzazione utilizza quale sistema di generazione la pompa di calore, quali dati devo introdurre nel programma ?

8) In presenza di strutture edilizie opache di copertura (soffitti), trasparenti (serramenti a lucernario) o pavimenti rivolte all'esterno, cosa si deve inserire nel campo esposizione ?

9) Come si esegue in STIMA10 la verifica dell’assenza di condensazioni superficiali e interstiziali  nella condizione imposta (20°C – 65%) previsti dall’ Art.4 comma 17 del DPR 59/09 ?

10) STIMA10/TFM  è in grado di determinare i contributi che derivano dalla presenza di serre bioclimatiche ?

11)Perchè negli ACE generati con la versione 7.5.04, l'indice di prestazione energetica di raffrescamento riportato nel cruscotto della prima pagina dell'ACE, è visualizzato in modo diverso rispetto alla precedente versione ?

12) Come mi devo comportare nel calcolo quando ho un impianto con TELERISCALDAMENTO nelle versioni Regionali ?

13) Il programma consente di effettuare il calcolo dello sfasamento termico delle strutture?

14) Quali sono i dati che il nuovo archivio parametri climatici mette a disposizione per singolo Comune ?

15) Perchè se modifico la temperatura ambiente (es. da 20°C a 22°C) o la temperatura esterna di progetto (es. da -5  a -6 a non cambia l'indice di fabbisogno EP e quindi anche la classe energetica ?

16) Messaggio di blocco  "List index out of bounds" al lancio del calcolo del fabbisogno di energia

17) Messaggio di blocco "Errore nel prospetto 39 .. ."  nella fase di generazione dell'Attestato di certificazione energetica

RISPOSTE
1) STIMA10, è un software dedicato al calcolo di picco e all'analisi energetica di un sistema Edificio/impianto in regime invernale. Il programma consente di effettuare le verifiche secondo i disposti in vigore a livello Nazionale (Legge 10/91, D.Lgs 192/05 e s.m.i, Decreti 26 Giugno 2015) e di compilare/stampare la relazione tecnica.
TFM, implementa le funzioni di STIMA10, con l'analisi oraria dei carichi in regime estivo, applicando il metodo delle funzioni di trasferimento ASHRAE.

2) Il programma di calcolo STIMA10 (TFM) determina i fabbisogni di energia secondo le norme UNI TS 11300 ed i disposti collegati. Applica le Linee Guida Nazionali del 26 Giugno 2015 per la generazione degli Attestati di Prestazione Energetica (APE) ed esporta nei formati XML ridotto/esteso conformi CTI ai fini del carico automatico dei dati sui catasti regionali che lo richiedono (con esclusione Regione Lombardia).
La versione 10.1, certificata CTI n.74 applica le valutazioni di calcolo A1 (di progetto, A2 (standard) ed A3 (diagnosi) oltre ad esportare dati per l'applicativo per i calcoli richiesti da UNI 10200.

3) La verifica dell'indice estivo Ec (definito EPe nell'Art 4 del DPR 59/09 comma 3) è relativo al comportamento in regime estivo del solo involucro edilizio.
Per incidere su tale valore,  si deve quindi:
- introdurre, se esistenti, tutte le schermature (balconi, edifici, pareti adiacenti)
- da Menù Revisione alla voce "impostazioni calcolo Fabbisogno energia", verificare il parametro "Contesto" ed impostare come opzione dei prospetti la prima scelta proposta (Lombardia 15833 + UNI  TS 11300) che applica il fattore Fh su tutte le pareti rivolte all'esterno
- verificare/modificare il fattore Fcp, presente nei quadri di dialogo all'interno dell'archivio strutture del progetto per i serramenti esterni ("Pulsante Modifica", icona calcolatrice, quadro n°3)

4) Per tutte le categorie di edifici così come classificati in base alla destinazione d’uso all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, nel caso di edifici di nuova costruzione e nei casi di ristrutturazione di edifici esistenti, previsti dall’articolo 3, comma 2, lettere a) e b) del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e successive modifiche ed integrazioni, è richiesto che in sede progettuale sia verificato il solo indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale (nel programma la verifica EpciL > EPci).
Pertanto con esclusione delle singole verifiche (Art 4 comma 16 DPR 59/09) relative alle strutture esterne, opache e trasparenti,  che delimitano le zone non riscaldate  e le  strutture edilizie che separano gli edifici o le unità immobiliari  confinanti riscaldate da altro impianto, la verifica delle trasmittanze non è più richiesta (NR .... non richiesta) 

5) Il D.P.R. 59 all'Art. 4 impone nuove regole di verifica  tra le quali non è più indicata una maggiorazione del 30%.
Questa tolleranza sulle tramittanze delle strutture resta quindi validi solo per edifici di nuova costruzione con permesso di costruire prima del 25 Giugno 2009.

6) Con riferimento alla metodologia stabilita dalla UNI TS 11300 Parte 1, per il calcolo energetico relativo alla ventilazione naturale si assume un tasso di ricambio d’aria pari a 0,3 vol/h.
Il valore di ricambio 0.3 imposto per il calcolo dei consumi, deriva dalla considerazione che nell'arco delle 24 ore non vi sono in realtà, soprattutto nell'edilizia moderna, i ricambi fissati per i calcoli delle potenze (0.5) data l'assenza di spifferi/infiltrazioni naturali attraverso le strutture edilizie.
Questo dato è visualizzato da Menù Revisione , selezionata la voce Impostazione calcolo fabbisogno di energia, posizionarsi nel quadro "Portata di ventilazione" , campo dati "n".

NB: solo per la metodologia Lombardia con Atto dirigenziale 15833 è richiesto un valore pari a 0,5

7) In attesa della pubblicazione ed applicazione della norma UNI TS 11300 Parte 4 che regolamenterà il calcolo di queste apparecchiature, il programma applica gli algoritmi previsti dalla precedente UNI 10348.
Nel quadro attivo dal sottosistema di generazione, il programma consente quindi di selezionare la tipologia "pompa di calore" e richiede l'immissione di pochi dati, ovvero:
- selezionare tra le opzioni proposte la tipologia di pompa di calore
- inserire il COP dichiarato dal costruttore
Ricordiamo che campi  delle potenze elettriche aggiuntive si riferiscono a dispositivi non integrati nella pompa di calore, per la quale già il COP esprime il rendimento di efficienza globale; la terminologia di potenza elettrica nominale dei bruciatori /pompe fanno riferimento al generatore a combustione ma i campi dati possono essere comunque utilizzati inserendo i valori di ventilatori o pompe di circolazione del fluido. In nessun modo deve invece essere indicata la potenza della pompa di calore.
Per modelli di pompa di calore elettrica, al fine di convertire il fabbisogno elettrico in energia primaria ed ottenere il dato del consumo sulla relazione tecnica, è necessario marcare la casella "input sistema elettrico" da foglio principale Menù Revisione - "Impostazioni fabbisogno di energia globale - nel quadro Varie". 

8) Non è necessaria inserire nessuna sigla che identifichi l'esposizione geografica o caratterizzi lo scambio energetico, in quanto il componente è rivolto direttamente verso il cielo (o  "volta celeste").
E' invece indispensabile inserire il salto termico massimo di progetto previsto per la località in esame.

9) Per assumere nei calcoli le condizioni stabilite dal Decreto 59/09 è necessario impostare da Menù Revisione - Impostazione prestazioni igrotermiche, la metodologia di calcolo UNI EN ISO 13788 e selezionare il criterio
per la verifica della condensa C.2 (edificio-impianto con ricambio forzato e controllato).
In questo modo è possibile simulare la presenza di un impianto di ventilazione forzata il quale garantisce il mantenimento del tetto di umidità relativa interna (65%).
Il valore dell'umidità relativa interna come pure quello della temperatura interna (20°C) sono da impostare a cura del progettista.
Nelle pagine di stampa specifiche UNI EN 13788 - Prestazioni igrotermiche, è riepilogato il comportamento della singola struttura opaca nelle condizioni stabilite, per i soli mesi parte del periodo di riscaldamento.

10) Il programma STIMA10 consente di determinare i contributi di una serra, descrivendo il volume come zona non riscaldata (Zona U).

Da Menù Crea, selezionare "Crea zona non riscaldata " e nominarla obbligatoriamente con il nome Serra; porre attenzione che non si possono creare all'interno dello stesso lavoro più ambienti denominati serra e che la zona U creata deve essere necessariamente l'ultima della serie.

Compilare la zona non riscaldata U rappresentativa della serra integralmente con volume e strutture rivolte all'esterno e all'interno, separandone le diverse componenti (inserire la riga "separatore" con il comando Ctrl-k , disponibile da Menù Crea delle zone non riscaldate, per dividere pareti esterne da pareti interne; nella colonna T , scrivere la temperatura che c'è sull'altro lato della struttura es. 20°C).

Al lancio del fabbisogno di energia (Menù calcola - fabbisogno di energia globale) e posizionandosi nel quadro "Tabella" (click sx sull'etichetta Tabella in alto a sx), si completeranno anche le righe QTs+QSes dedicate agli apporti gratuiti derivanti dalla serra.
Gli apporti della riga QSsS saranno presenti solo se esiste una struttura SE (finestra) sotto la riga separatore che permette quindi all'energia solare di entrare direttamente anche nel locale da riscaldare (vedi immagine seguente).


11) L'aggiornamento STIMA/TFM 7.5.04 Aprile 2012  oltre ad arricchire il software di diverse altre funzionalità (Atlante Ponti termici, dati climatici per singolo Comune ecc..) aggiunge un'opzione che rende discrezionale al progettista il valore dell'indice di prestazione energetica per il raffrescamento riportato nella prima pagina dell'ACE.
L'opzione di default (2) è modificabile nel file UTIL\STM.INI
Aprire il file con BloccoNote e dalla sezione [Varie] modificare la voce CruscottoInvolucroEstivo=X
I valori possibili per X ed il loro significato sono:
0 Stampa cruscotto prestazione estiva come nella 7.5.03c
1 Viene indicato ... con la lancetta sullo zero
2 Stampa cruscotto prestazione estiva come nella 7.5.03c, con l'indicazione PRESTAZIONE INVOLUCRO
Questa modifica formale, si è resa necessaria per soddisfare le diverse interpretazioni delle amministrazioni locali e regionali.

12) Per considerare il sistema di teleriscaldamento, attualmente non previsto come calcolo automatico nelle versioni regionali del programma, è possibile simulare la presenza della sottostazione utilizzando i campi del sottosistema di generazione con impostazione di un generatore "Caldaia tradizionale"

- inserire la potenza della sottostazione di scambio (kW) nel campo della potenza nominale e al focolare
- azzerare i campi dei rendimento a pieno carico e parziale
- azzerare i campi delle potenze degli ausiliari
- azzerare con la modalità di input le perdite termiche
- inserire il valore di 85°C (dato suggerito dalla DGR 5796 come temperatura di riferimento del fluido termovettore) nel campo "temperatura media dell'acqua nel generatore" e nel campo "temperatura media dell'acqua .... di test (default 70°C) ".  In questo caso il valore di rendimento sarà calcolato pari a 1.
Per tener conto invece più correttamente anche di eventuali perdite termiche nella sottostazione si suggerisce di utilizzare il campo "perdite termiche a bruciatore spento" ed inserire come dato input il valore determinato come descritto nell'allegato PDF. Nell'ipotesi di sottostazione in centrale termica in ambiente considerato a 20°C (prospetto LX della DGR 5796) e temperatura media del fluido nella sottostazione pari a 85°C, il dato di input percentuale nell'ipotesi di potenza di 15kW diventa pari a 1,57. Nella relazione tecnica, modificare i riferimenti di testo al generatore tradizionale con il sistema di teleriscaldamento adottato.

13) Il calcolo dello sfasamento termico in regime dinamico delle componenti edilizie opache dell'involucro secondo UNI EN ISO 13786/2008 è integrato nel programma STIMA10/TFM e disponibile per ogni struttura opaca sia con dati a video che con una pagina dedicata in stampa.
Il dato analitico di sfasamento e attenuazione delle strutture si visualizza nell'archivio strutture da Menù revisione - comportamento dinamico (osservare il valore del fattore di decremento e del ritardo).

Il valore riportato accanto a Ritardo rappresenta lo sfasamento dell'onda termica ovvero il ritardo temporale  del picco di flusso termico della parete espresso in ore, mentre il valore accanto a "fattore di decremento" rappresenta l'attenuazione ovvero il rapporto fra il massimo flusso della parete  e il massimo flusso della parete a massa termica nulla. Il valore di trasmittanza termica (U) della struttura di per sé non ha significato sulla qualità prestazionale, in quanto è la massa termica della struttura che influenza lo sfasamento della stessa; la trasmittanza bassa può essere ottenuta sia da strutture di massa leggera (composte in gran parte da isolante) che da strutture con massa importante ed elevati spessori (con minimo isolante).

La configurazione ottimale di un involucro si otterrebbe soddisfacendo il massimo sfasamento e il minimo valore di attenuazione.

Nella fase di stampa è disponibile per ogni struttura rivolta all'esterno un secondo foglio tecnico (oltre a quello della stratigrafia e verifica termoigrometrica) dedicato proprio a questo tipo di calcolo; nel foglio è descritto il comportamento della struttura  in un regime dinamico  in cicli stabiliti (le 24  di riferimento, o anche le 3 ore). Per ottenere questa stampa  è però necessario selezionare nel Menù di stampa sempre abbinate le due voci  "Tabelle strutture" e "Comportamento dinamico UNI 13786"
Nel Menù di stampa dal foglio principale selezionando INSIEME le voci "Tabella strutture e "UNI EN 13786 comportamento dinamico"  è disponibile la stampa parziale dei calcoli.

14)
 L'archivio rilasciato dei singoli Comuni italiani è riferito ai dati di Altitudine, Latitudine, Longitudine, Gradi Giorno, Zona Climatica (fonte ENEA http://clisun.casaccia.enea.it/Pagine/Index.htm). Il dato della temperatura esterna convenzionale non è invece disponibile per singolo comune in quanto fornito solo per le provincie dalla UNI 5364/76 (dati confermati anche da UNI EN 12831/2006 nel prospetto NA.1). Pertanto selezionando un piccolo Comune, viene assegnato di default la temperatura esterna di progetto del capoluogo di provincia; il progettista può e deve variare questo dato in funzione della diversa altitudine (± 1°C ogni 200m) della località rispetto a quella della provincia di appartenenza ma anche della posizione altimetrica del singolo edificio nel territorio comunale.

Ricordiamo invece che durante l'inserimento nel proprio archivio dati climatici di una nuova piccola località è sempre necessario eseguire la procedura prevista dalla Norma UNI 10349 e calcolare così i dati climatici medi mensili utili per il calcolo energetico.

Procedere nel seguente modo

- selezionare dalla lista delle provincie la città capoluogo di provincia e premere l'icona "Nuova località"
- selezionare il piccolo Comune dall'archivio delle località
- lanciare l'icona Calcolatrice (6 quadri) per aggiornare tutti gli altri dati tra cui anche i campi da Lei richiamati, ovvero Località di riferimento TE e Località di riferimento GG

15) La modifica della temperatura ambiente (Ta) da 20°C a 22°C determina l’’aumento delle dispersioni di calore per il calcolo di picco ma non deve influenzare in nessun modo l’indice di fabbisogno di energia EP in quanto il calcolo energetico è basato sulle temperature esterne medie mensili stabilite da UNI 10349 (Menù Base dati – Parametri climatici – tabella dati climatici mensili – riga Te) e sulla temperatura ambiente fissata a 20°C per il regime invernale come previsto da UNI TS 11300-1 Par. 8.1.1.


16) Il messaggio di blocco e la successiva chiusura del programma deriva dalla mancanza di input del dato del combustibile nello schema a blocchi dell'ACS. Per risolvere  è necessario riaprire il lavoro e rilanciare il calcolo del fabbisogno di energia, click sx del mouse sul riquadro del sottosistema ACS e visualizzare lo schema grafico per il calcolo del fabbisogno di energia per ACS, click sx sul pannello del sottosistema di generazione estivo e impostare un tipo di combustibile. PROBLEMATICA RISOLTA NELLA VERSIONE 7.5.04

17) Il messaggio di blocco al lancio del calcolo del fabbisogno di energia "List index out of bounds" indica generalmente la presenza di :
- un foglio ambiente con il dato del volume a zero (la riga in alto non è compilata)
- il riferimento ad una zona non riscaldata U che non esiste
- la presenza di valori negativi nel calcolo delle superficie delle strutture
- la presenza di valori negativi o zero di alcuni parametri nelle strutture utilizzate (spessore di un materiale o altro dato termofisico)

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